un amico della nostra società, Francesco, mi ha permesso di riportare quanto ha scritto nel suo blog "diario di un aspirante maratoneta".Lo riporto di seguito. mi sembra un incentivo non da poco..
"Mi sembra incredibile, eppure è già passato un anno. 365 giorni dal mitico "Day One" in cui decisi di dare seguito al proposito, sempre rimandato, di rimettere in moto il mio fisico martoriato da cibi grassi e sigarette cancerogene, cercando di tirare fuori almeno una parte di quello che ero un tempo, ovvero un atleta. E dire che quell´atleta è riemerso quasi tutto, oggi, a giudicare dalla visita medica sportiva recente, dove alla mia domanda (naturale, per un ex fumatore da 2/3 pacchetti al giorno) se avessi smaltito il mio passato di stravizi, il medico mi dice che la funzionalità polmonare gli risulta normalissima. Ormai quello che ricordo del tabagismo non è più il piacere della sigaretta tra le dita e il gusto dolce in bocca della leggendaria sigaretta del dopo caffè, che per un fumatore accanito rappresenta l´unica che ancora conserva una parvenza di gusto, bensì gli incubi mattutini dei polmoni che rantolavano raschiando un catarro che non pareva mai esaurirsi. Non ho alcun rimpianto di quei giorni. Risolto il problema tabacco, però, persisteva e si faceva sempre più pesante quello della sedentarietà e della fiacchezza. L´atleta che ero a 18 anni pareva completamente sparito, sigaretta o meno, e sembravo un panzone qualunque che ansimava su 3-4 scalini, mentre la mia fida tavola da surf da ben 7 piedi e 6 faceva sempre più fatica a tenermi a galla, e francamente in spiaggia non facevo proprio la figura da Baywatch, con le protuberanze di grasso che bombavano la muta facendomi assomigliare sempre più all´omino Michelin.
Oggi mi viene da sorridere al pensiero di quello che scrissi quel 6 aprile su questo blog, dove nella riga "obiettivi" c´era un perentorio "mettere le scarpe da corsa ai piedi e muovere il culo", più un ottimistico "correre per 30´ senza fermarmi a ritmo blando", ma allora ero molto serio. Ho un ricordo molto annebbiato di quel giorno, di me che cerco di trascinare a casa il mio carico di quasi 82 kg (nudo!) dopo qualche km corso a ritmo da bradipo e dopo aver sbagliato percorso imbattendomi in una salita che mi ha quasi ucciso. I dolori che ebbi il giorno dopo erano lancinanti, eppure, contro ogni logica, rimisi le scarpe da corsa e uscii ugualmente. E con il passare dei giorni mi sentivo sempre meglio, mentre le persone intorno a me iniziavano a preoccuparsi sempre di più per il mio "restringimento". Oggi peso 60 kg, e non rimpiango neppure un etto di quei 22 kg che ho buttato via., mentre da qualche km ansimante sono passato a percorrere 25 km in un singolo allenamento.
Il bilancio infortuni è quasi da guerra: due tendiniti lancinanti, una brutta storta (immaginate di piegare a novanta la caviglia con sopra un peso di 82 kg), e una periartrite che mi ha tenuto bloccato per 3 mesi. Ho tenuto duro per non tornare indietro, ed oggi quasi sto male se salto un allenamento importante. E sabato a Ploaghe farò la mia prima mezza maratona. Forse è troppo presto, avevo previsto l´obiettivo primario a maggio, ma cercherò di avvicinarmi all´ora e venti al primo tentativo. D´altronde osare è sempre stato il mio imperativo in questa avventura. E mancano ancora 178 giorni al mio esordio nella maratona.
E come scrissi allora, mi auguro buona fortuna.."